Era il 2012 e in Italia il dibattito sulle coppie di fatto e sulle unioni civili non era ancora iniziato. Già allora, però, la Mutua Cesare Pozzo decise di comprendere, fra i familiari dei soci aventi diritto ai rimborsi, anche le persone dello stesso sesso o legate da un semplice vincolo affettivo.
Sulla stessa scia, il nuovo Consiglio di amministrazione di CesarePozzo ha deciso di accogliere i suggerimenti provenienti dalla base sociale e introdurre fra gli interventi chirurgici sussidiabili, previsti dai piani sanitari tradizionali, anche la voce riguardante la disforia di genere, con particolare riguardo al cambio di sesso da donna a uomo, andando a completare la voce di prestazione dedicata al caso opposto, già presente in elenco.
“Questa scelta – afferma il presidente della Società, dott. Andrea Giuseppe Tiberti – dimostra ancora una volta la volontà della Mutua di garantire ai soci e ai loro familiari il rispetto e la tutela dei diritti civili in un’epoca storica in cui troppo spesso il dibattito sul tema risulta essere contraddittorio”.
Non lo è, invece, per la Cesare Pozzo, che nel 2021 ha accolto favorevolmente oltre il 90% delle pratiche presentate con un importo che sfiora i 14 milioni di euro di sussidi erogati.
“Con questa decisione – commenta il direttore generale, dott. Emiliano Paolini – la Mutua Cesare Pozzo conferma la lungimiranza e la modernità della mutualità italiana, arrivando prima di altri nel recepimento di istanze che le stesse istituzioni, troppo spesso, faticano ancora ad applicare”.